Destra Razionale Foggia

Destra Razionale Foggia
Locations of visitors to this page


For more widgets please visit www.yourminis.com

Gli orrori del comunismo.

Gli orrori del comunismo.

Contatore dal 5 gennaio 2010.

href = "http://www.blogitalia.it/" Registra il tuo sito nei motori di ricerca <

Lettori fissi

sabato 29 maggio 2010
mercoledì 26 maggio 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

CHI PAGA E CHI FARA’…FINTA


Di Gilberto Regolo


Dopo le pretestuose polemiche dei giorni scorsi che ha visto affogare la Grecia e l’euro in una bufera infernale peggiore del terremoto di Haiti, il governo italiano, nel contesto delle decisioni degli altri 27 paesi dell’eurozona, ha reso noto in questi giorni il nuovo pacchetto che prevede la manovra finanziaria di 24 milioni di euro che sarà portata a confronto con gli altri paesi dell’Ocse. Il pacchetto, non prevede in apparenza nuove tasse sulle nostre tasche, non fa tagli sulla scuola, ricerca, sanità, walfare e pensioni. Ma subito dopo, come sulle montagne russe, una parte degli utenti si troverà a scalare il blocco dei turn-over nella pubblica amministrazione, il rinvio del rinnovo dei contratti, la rateizzazione delle buonuscite, la penalizzazione dei servizi sanitari in almeno cinque regioni compresa la Puglia. A questi sacrifici che una buona fetta degli italiani dovrà accollarsi per non finire come la Grecia, la mannaia si abbatterà anche sugli Enti locali con 2 miliardi di euro di tagli per due anni per Regioni e Comuni, per un totale di 4 miliardi a biennio. Tanto per rimanere a casa nostra, non si sa come potrà fare la sanità pugliese a ripianare i debiti dei Tarantini e dei Tedesco o il Comune di Foggia indebitato fino al collo per recuperare almeno 20 milioni di euro che il sindaco giustamente reclama!

Se Atene piange Sparta non ride. La manovra prevede altresì: a) lotta alle evasioni fiscali che il governo ha finalmente sposato da una certa sinistra, b) lotta alle pensioni d’invalidità, c) lotta contro gli sprechi della macchina amministrativa con tagli del 15% sugli stipendi dei politici e dei managers della P. A

La materia del contendere è talmente vasta che è opportuno soffermarci su alcuni aspetti positivi e negativi della manovra di un paese che risulta tra i più indebitati d’Europa. Intanto vediamo chi paga e chi farà finta di pagare. Di certo il governo e le istituzioni, dovranno subito decuplicare gli sforzi per recuperare tasse nel paese con il più alto numero di disonesti e con la più alta presenza mafiosa.120 miliardi di euro è la cifra che attualmente corrisponde alla evasione fiscale, nonostante il recupero di molti milioni di euro fatto dalla guardia di Finanza negli ultimi due anni.(2008-2009). Se a questa cifra si addizionano gli sprechi e le “rapine” consumate dalla classe dirigente politica e amministrativa ai vari livelli, le centinaia di case mai accatastate e la scoperta di un elenco di 7 mila cittadini che finora sfuggono al fisco, il ricavato potrebbe vedere il nostro Bel Paese tra i più ricchi del mondo. Non meno importante è il controllo sulla piaga dei falsi invalidi, frutto in particolare dei noti personaggi napoletani…da prima Repubblica. Secondo le indagini su una presenza in Italia di 2.700 invalidi, si presume che almeno 700 mila vanno monitorati per sospette truffe (I ciechi vedono, i sordi odono, i muti parlano…)

Se questo primo quadro ci stimola a sperare di pareggiare i nostri bilanci per non scaricarli sui nostri figli e nipoti, la manovra che prevede i tagli alla macchina politico-burocratica non ci convince. La sbandierata cura dimagrante per la classe politica e burocrati di professione, è solo una cosmesi, una finta. I napoletani direbbero…” facimm ammuin”! Vediamone il perché. Dopo due anni della clamorosa pubblicazione di A.Stella circa lo sperpero del denaro della classe dirigente italiana, quasi nulla si è mosso. La manovra per essere efficace, deve abbracciare l’intero corpo della macchina statale, a partire della Presidenza delle repubblica, dai costi del potere giudiziario, a quelli legislativo, esecutivo e locale (province, Regioni, Comuni, comunità montane, enti a gestione pubblica) Nel documento, che dovrà ora passare al confronto con le parti sociali, non s’intravede che un generico pronunciamento di un ridicolo 15% degli stipendi dei politici apicali che corrisponderebbe all’1% della manovra complessiva, con un 20% delle decurtazioni di alcuni ministeri e di un simbolico 15% di tagli sui lauti stipendi dei grossi manager pubblici ed una ridicola semplificazione dei rimborsi elettorali. In una recente trasmissione tv lo stesso Ministro Lupi, ha ammesso che questi rimedi sono solo un atto simbolico; Tremonti, lo chiama un “aperitivo” in barba ai poveri impiegati ed operai a reddito fisso, che per pagare i debiti di una classe dirigente corrotta fino al midollo, si vedranno scaricare nuove tasse da parte di comuni e regioni, a partire dai tichet! L’art.50 dello statuto Albertino del tanto deprecato Regno Unito d’Italia, sanciva che la funzione di senatori e deputati non dava luogo ad alcune indennità e retribuzione. Oggi invece un membro del parlamento che supera come numero quello degli Usa (sic) percepisce 5.500 euro di stipendio fisso, 4000 euro di rimborso di soggiorno a Roma, 4200 per l’esercizio di rapporti con i suoi elettori. Si aggiungano poi i rimborsi elettorali che salgono a ben 500 euro per ogni elettore e per ogni assemblea legislativa. Il paradosso è che il numero degli elettori al Senato essendo più ristretto rispetto alla camera, il rimborso dovrebbe risultare minore; invece risulta incrementato con un costo complessivo di oltre 1 miliardo di euro per ogni legislatura. Sempre a Palazzo Madama, i pasti hanno raggiunto la cifra record di 1.856.737,82 per anno: la bolletta telefonica risulta di una spesa di 1.174.785,69 euro. I servizi informatici con decine di impiegati lautamente retribuiti hanno un costo di 6 miliardi incassando fino a 300 milioni di rimborsi elettorali all’anno, anche…senza elezioni! Se poi arriviamo alla pensione, i parlamentari possono sommare le loro pensioni personali con quelle maturate alle camere, dopo solo 5 anni.( I miei quattro lettori, si divertino ora a mettere nelle caselle tutti i nomi storici dei foggiani eletti in parlamento, dalla fondazione della Repubblica ad oggi! Nel solo 2005, (dove sono riuscito a ricavare i dati statistici) i costi dei deputati sopportati dalla collettività nazionale ammontano a 40 milioni di euro.

Perché la finanziaria non ha contemplato le altre Istituzioni?

A meno d’improbabili sorprese, ci chiediamo: Perché non sono stati toccati i costi delle magistratura, specie quelli in gran parte di nomina partitica come i Giudici della Corte Costituzionale ? Quali i tagli previsti sugli alti costi del Colle più volte ventilati dagli stessi Uffici della presidenza della Repubblica.? Che dire poi delle 629 mila auto bleu che scorazzano in lungo ed in largo sulle strade più o meno sfasciate della nostra penisola? Che ne sarà della ventilata falcidia del numero dei deputati, consiglieri regionali e comunali, sempre sbandierata ma mai attuata. Perché non si sono toccate le laute retribuzioni delle regioni che equivalgono per struttura amministrativa ai vecchi staterelli all’indomani del Congresso di Vienna del 1815? Si noti che i presidenti delle regioni e le indennità complessive dei consiglieri non sono molto lontane da quelle dei parlamentari. Una sorta di “Albero della Cuccagna” di stato negli stati. Che ne sarà infine della sorte delle migliaia di aziende speciali quasi tutte in forte deficit. Si pensi che i 350 milioni di euro accumulati dal Comune di Foggia nella trascorsa consiliatura di “Orazio c’è”, sono in gran parte, da attribuirsi alla disinvolta e allegra disamministrazione delle tre aziende speciali (Ataf. Amica. Amgas…arcobaleno). Qui a farne le spese è sempre il solito… pantalone.
sabato 22 maggio 2010

22 Maggio 2010:nell'anniversario della sua morte, onoriamo il ricordo di GIORGIO ALMIRANTE, un grande italiano, leader di una generazione che non si è mai arresa.
Molti come me hanno portato la "fiaccola", il testimone che ha lasciato quest'uomo.
Adesso spetta a noi , a quelli della mia età, trasmettere alle nuove generazioni, senza sciocchi revanscismi,e con la consapevolezza dei tempi che cambiano, gli ideali di Patria, Libertà, ed Onestà e Sacrificio, Valori che travalicano il tempo, essendo sempre attuali .

Ricordiamolo attraverso le sue parole:
“Non ho voglia di vivere a lungo. Quello che potevo fare di buono l’ho già fatto: ho seminato fede e speranza per tanti anni. Ho esortato al coraggio e alla pazienza un popolo che, se avesse avuto pazienza e coraggio, non sarebbe finito così male. Ho diffuso amore per idee buone e semplici. Di più non potrò mai fare. Ed è bene che uomini come me non raggiungano il successo. Degli uomini come me si deve poter dire: era fatto per i tempi duri e difficili, era fatto per seminare e non per raccogliere, era fatto per dare e non per prendere. Vorrei tanto che, quando non ci sarò più, si dicesse di me quello che Dante disse di Virgilio: facesti come colui che cammina di notte, e porta un lume dietro di sé, e con quel lume non aiuta se stesso. Egli cammina al buio, si apre la strada nel buio ma dietro di sé illumina gli altri”.

Grazie Giorgio per quello che ci hai dato,che ci hai insegnato e che abbiamo cercato e cercheremo di trasmettere alle future generazioni.

Foggia, 22 maggio 2010.
Salvatore Valerio
Presidente Provinciale Associazione Culturale Destra Razionale sapere aude
martedì 18 maggio 2010
Dopo tutto quello che stà accadendo in questo periodo in Grecia e con il rischio che altri Nazioni Europee con un effetto "domino" possano entrare a pieno titolo in questo contesto di "crisi" è leggittimo porsi questa domanda.
Partiamo da lontano e chiediamoci , come nasce lo Stato Sociale (Welfare)?

Lo stato sociale nasce per due ordini di esigenza:

1) per garanzia, tutela di tutti gli individui, affinchè attraverso un minimo livello di sussistenza possano sostenere i costi della riproduzione biologica, sociale e culturale;
2)per la necessità di garantire un bisogno di equità sociale nella redistribuzione della ricchezza nella società, in maniera che tutti possano disporre delle stesse possibilità di partenza.

A tal riguardo sull'editoriale del "Corriere della Sera di ieri (17 maggio 2010) viene dal giornalista Piero Ostellino messo in evidenza che "...lo Stato sociale moderno è oggetto di statolatria (l'ingerenza dello Stato nella vita personale di ognuno. ndr).L'attributo "Sociale" è il distintivo residuale delle politiche "progressiste" del novecento.....l'alibi sociale ha giustificato l'ipertrofia e l'autoreferenzialità burocratiche dello Stato moderno, il quale produce "plusvalore politico", per chi ne detiene il potere con l'eccesso di spesa pubblica e di tassazione...etc"

Dobbiamo evidenziare che ora che l'Unione Europea ha imposto ai singoli Stati il contenimento della spesa, con misure drastiche su salari e pensioni la crisi dello Stato sociale , diventa crisi dello Stato in senso più generale dove, come dice il quotato opinionista,<....è il popolo ad essere al servizio dei suoi rappresentanti al solo scopo di far funzionare la macchina pubblica dalla quale essi, quale ne sia il colore, hanno una rendita "politica".>

Ma ci siamo mai chiesti che sorta di macelleria sociale si presenterebbe sotto i nostri occhi con lo smantellamento di tutte queste tutele per i più deboli solo per una questione meramente economica? In un contesto storico dove anche Obama nella "ultra liberale e liberista America" desidera introdurre per i più deboli delle tutele di assistenza sanitaria, non è alquanto inopportuna la tentazione di ridurre drasticamente tali meccanismi che denotano civiltà e solidarietà di un intero popolo?

La crisi greca ci ha mostrato un Europa ancora divisa dagli interessi nazionali. Si è forse evitata la crisi dell’Euro ma possiamo dire lo stesso riguardo il processo d’integrazione? Come sempre prevale l'economia e non il senso di appartenenza, di una identità culturale e sociale europea condivisa.

Salvatore Valerio
venerdì 14 maggio 2010

Il Comune di Foggia verso il dissesto. C'è un buco da 168 milioni di euro, la stima del deficit da parte della Corte dei Conti regionale.
Ma i più informati parlano di circa 400 milioni di euro di deficit.
Siamo stati presi, qualche settimana fa, quasi in giro da qualche giornalista locale "lecchino" . La verità e' che man mano che si va avanti e sempre piu' il dissesto ed il conseguente commissariamento del comune di Foggia, diventa una
realtà sempre più vicina.
Ma cos’è il Commissariamento?
E quando avviene?
Avviene quando l’amministrazione ordinaria viene sostituita da un’amministrazione straordinaria. In altre parole, insieme al primo cittadino, decadono tutti gli organi elettivi comunali (giunta e consiglio). Il presidente della Repubblica nomina un commissario straordinario, in genere un funzionario di prefettura, che è scelto discrezionalmente a seconda dell’ampiezza e dei bisogni del Comune e che prende le redini dell’amministrazione fino all’elezione di quella nuova. Per l’articolo 8 della legge 120 del 1999 le elezioni dei consigli comunali e provinciali devono essere svolte in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno, se le condizioni che rendono necessario il rinnovo si sono verificate entro il 24 febbraio. In caso contrario, l’elezione slitta al turno elettorale dell’anno successivo, non essendo previste finestre elettorali in autunno come avveniva anni fa.

Quando è necessario. I consigli comunali e provinciali sono sciolti con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno, quando compiono atti contrari alla costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge; per gravi motivi di ordine pubblico; quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi a causa di impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente della Provincia; per dimissioni del sindaco o del presidente della Provincia; quando vengano rassegnate le dimissioni della metà più uno dei consiglieri in carica.

Cosa dice la legge. Secondo il decreto legislativo 267/2000 (Testo unico sull’ordinamento degli enti locali), lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale – che conserva i suoi effetti per un periodo da 12 a 18 mesi, prorogabili fino a un massimo di 24 mesi in casi eccezionali – comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di sindaco, di presidente della provincia e di componente delle rispettive giunte. La commissione straordinaria è composta da tre membri scelti tra funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra magistrati della giurisdizione ordinaria o amministrativa in quiescenza, che assumono rispettivamente le funzioni di sindaco, giunta e consiglio comunale. Il loro compito, che si associa a pieni poteri amministrativi e politici, è quello di traghettare il Comune verso le nuove elezioni.

La Presidenza Provinciale di Destra Razionale sapere aude Foggia
Salvatore Valerio
lunedì 10 maggio 2010









Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


DAVID CAMERON: UN VOTO PER CAMBIARE L’EUROPA


FINI E CAMERON COPPIA GEMELLA ?


Di Gilberto Regolo


Chi in questi giorni ha seguito l’iter della difficile campagna elettorale politica condotta in Gran Bretagna culminata con la vittoria di Cameron del 6 maggio u.s, ha molti elementi per desumere che nel paese d’Albione vi sia in corso una sorprendente omologazione di vedute e di strategie politiche simili a quelle che si stanno registrando nel nostro Paese ad eccezione della forte manovra in corso a Bruxelles a difesa dello scudo europeo a cui solo Londra non ha partecipato.

Il detto David Cameron non sta alla Tacher come Fini non sta a Berlusconi sintetizza, in un certo qual modo, la storia degli ultimi 15 anni di questi due pur diversi paesi; da quando cioè il partito dei Toryes ha subito tre sconfitte elettorali consecutive (1977-2001-2005) dopo il crollo della Tacher. A Londra è iniziato così il declino del sistema bipartitico di tipo anglosassone che alla resa dei conti di questa prova elettorale ha visto i due maggiori partiti (Tory e Labour), fare i conti con un terzo polo liberaldemocratico, con altre formazioni minori di destra, irlandesi. scozzesi che già alle europee ottennero mediamente tra il 6 e l’8%. Il primo passaggio dal vecchio al nuovo è avvenuto all’interno dei Conservatori dove sono emerse due tendenze ( un po’ come nel Pdl) grazie alla candidatura di un giovane rampante che nel 2002 si candida alla segreteria dei Tories e vince nella lotta per la leadershep contro il gruppo maggioritario dei thaceriani. Il nuovo Segretario prende subito le distanze dal vecchio conservatorismo accusato di essere troppo liberista e capitalista. Una svolta che i seguaci del tacherismo la considerano scandalosa, quasi di sinistra richiamando alla nostra fresca memoria le accuse che da qualche tempo circolano in Italia sul conto di Fini da quando Egli entrato nel giardino fiorito di Berlusconi, si è permesso di ridisegnare l ‘ubicazione delle aiuole del Re.

Chi è David Cameron? Quali sono i rapporti tra David e Gianfranco che molti vedono come una coppia gemella?

Appassionato come sono di politologia, ho voluto darmi una risposta, ricorrendo alla lettura del libro intervista di David Cameron “La mia rivoluzione conservatrice”(Cameron on Cameron, Conversation with Dylan Jones Ed. Pagine) tradotta in lingua italiana con Presentazione di Gianfranco Fini. Si proprio lui, il tanto discusso alter ego di Berlusconi che alla pari del suo quasi coetaneo britannico ha da tempo concordato una comune linea politica del PPE nella Comunità Europea. Andiamo per ordine, Cameron, è un giovane rampante di 44 anni, laureato in filosofia, politica ed economia all’università di Oxford, uscendone con una laurea first class home. Raffinato, dai modi gentili ma decisi, con una severa educazione impartita dalla madre magistrato. Sposato con Samantha con 3 figli crede fortemente nei valori della famiglia, anche se non esclude un qualche riconoscimento di tipo giuridico alle unioni civili, aiutando le ragazze madri a non abortire. Saremmo una società più felice se ci fossero più coppie sposate, se ci fossero meno famiglie sfasciate con interventi efficaci ha detto in un recente comizio. Tra il “90 ed “92 comincia a lavorare nell’ufficio di John Major che gli aveva insegnato come in politica per avere successo non si deve per forza provenire da un retroterra partitico. Poi nel 2005 decide il suo ingresso alla camera dei comuni dopo aver contattato il fior fiore del conservatorismo britannico, dalla Tacher a Gorge Osborne a Steve Hilton. Una sorta di vie parallele tra Cameron e Fini si maturavano in quegli anni a Roma e Londra. Anche Giancarlo, giunge alla politica in punta di piedi, come uno sbarbatello, forse senza pretese, ma consapevole della storia passata che coinvolgeva il futuro del nostro paese. Un Fini, giunto anche lui alla Segreteria di un partito, dopo anni di discussioni e congressi, alla ricerca di una Destra democratica ed europea che si realizzò a Fiuggi grazie ai massimi vertici nazionali di Giorgio Almirante che sceglie Fini non come uomo del passato ma del futuro. Un fare futuro per una svolta rivoluzionaria capace di affrontare e risolvere i nodi principali dell’intero continente.

Ci riuscirà? Ai posteri l’ardua sentenza. Una cosa è certa. L’esito delle elezioni inglesi a prescindere dal mancato raggiungimento della maggioranza assoluta dei 326 seggi a causa di una legge elettorale peggiore del nostro porcellum, prevede di avviare negoziati per un nuovo governo con gli euroscettici liberal democratici di Gregg, nel segno di un grande programma destinato ad aprire un nuovo orizzonte di riforme basate su valori condivisi. La piena vittoria di Cameron, almeno per ora, potrebbe da un lato rafforzare il fronte comune squisitamente politico del Partito Popolare Europeo, ma potrebbe creare contrasti economici e speculativi tra la sterlina e l’euro sottoposto ora a forte speculazioni.

Perché Cameron ha vinto dopo 13 anni di opposizione? La risposta è nel suo manifesto, semplice come una salutare acqua di maggio. Il cuore del programma di Cameron parte innanzitutto da un presupposto:separare la funzione dello stato da quello della società. Smettiamola di chiederci quando lo stato interverrà per aggiustare le cose; chiediamoci piuttosto: Io cosa posso fare ? Abbiamo bisogno di una cultura, in cui tutti siano coinvolti nelle gestione della società e che non si può scaricare tutto sul governo. Se qualcuno getta rifiuti nelle strade, tu devi protestare perché tenere pulite le strade è un dovere tuo e delle istituzioni. Se qualcuno delinque a danno di altri non devi fuggire per essere omertoso, ma attivarti con le autorità mettendoti coraggiosamente in gioco.Trattasi- dice Cameron- di stabilire un cittadinanza attiva, di una qualità di relazione tra società e stato che definisce un paese, ciò che lo rende felice o infelice.Di qui nasce il suo programma che punta sulla qualità della vita, a partire dalla famiglia prima cellula della società, l’ambiente, l’ordine pubblico, la scuola, i servizi sociali, gli incentivi alle imprese. “Rivitalizzare la Società per rivitalizzare l’economia” è il commento che il Presidente della Camera fa nella presentazione del libro di Cameron che consiglio di leggere. Una “rivitalizzazione che si occupi dell’educazione dei giovani, dell’immigrazione virtuosa, dei bisogni umani, della salute. Si tratta insomma di un riformismo-conservatore, un riformismo sociale destinato a sottrarre ai laburisti ma anche ai marxisti di casa nostra, molti dei loro speciosi argomenti.. Ciò spiega i numerosi interventi dei finiani, sull’immigrazione positiva, sul walfare attivo, sulla difesa della legalità e della morale politica, che spesso suscitano, consensi o dissensi trasversali a destra e a sinistra. Dal Manifesto dei neo conservatori, riporto le risposte di Cameron alle domande di Dilan Jones, pluripremiato giornalista inglese: Multiculturalismo? R. Una dottrina male indirizzata. Concentrandoci a definire tutte queste nuove culture ci siamo dimenticati di definire la cultura più importante: la nostra. Immigrazione: R. L’immigrazione è cosa buona e va tutelata, integrandola con la nostra cultura e la nostra lingua. Ma non tutta l’immigrazione è buona. Ci sono ragioni valide oggi per porre un freno all’interno dell’Europa. Cristianesimo: R. Noi siamo una nazione ed un continente cristiano; non vedo ragioni per cambiare. Dobbiamo eliminare discriminazioni e assicurarci di essere corretti verso i credenti di altre religioni tranne quelle basate sul terrorismo. Accoglienza e coinvolgimento: Oggi le grandi domande poste alle nazioni europee sono:come rafforzare la coesione, come promuover le opportunità e come costruire una società forte ed unita. R .Dobbiamo assicurarci che sia mantenuto inalterato l’equilibrio, sviluppatosi nei secoli tra Stato e Chiesa, fede e politica, identità politica, culturale e religiosa. Gli avvenimenti di questi giorni ammoniscono che L’Europa se vuole uscire dalla crisi deve essere politicamente unità con un unico governo ed un’unica moneta compresa l’area della sterlina-
sabato 8 maggio 2010

Era il 9 maggio 1978.Era il periodo dei così detti "anni di piombo".
In cui l'insoddisfazione per la situazione politico-istituzionale caotica (governi che duravano anche pochi giorni) si tradusse in violenza di piazza prima e, successivamente, in lotta armata, perpetrata da gruppi organizzati che usarono l'arma del terrorismo con l'obiettivo di creare le condizioni per influenzare o sovvertire gli assetti istituzionali e politici del Paese.(Wikipedia)

In quel funesto giorno succedono due avvenimenti :

Il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro Presidente della Democrazia Cristiana uomo simbolo delle istituzioni democratiche ,barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse.
Ma ci fu un altro avvenimento che passò in secondo piano ma che ugualmente sconvolse le coscienze della società civile che vedeva nella legalità un punto di riferimento importante per un vivere civile.Fu massacrato dalla mafia il giovane Peppino Impastato.Aveva denunciato, attraverso una radio privata del suo paese siciliano Cinisi, le malefatte mafiose.
Peppino Impastato, non si lo può nascondere, era di sinistra.

Nel 2010, caduti tutti i muri ideologici, la nostra intera comunità nazionale, i veri sostenitori delle libertà individuali, devono annoverare questa persona, che ha dato la vita per abbattere la Mafia,come un comune riferimento da cui trarre l'alto senso di moralità per una società civile che veda nella legalità, un punto di riferimento costante.

Salvatore Valerio
Presidente Provinciale
Destra Razionale Sapere Aude
lunedì 3 maggio 2010
A.A.A. Opposizione al Comune di Foggia cercasi !
Fra poco sarà un anno dalla "inconsueta" elezione del Sindaco Mongelli (centro sinistra).
Escludendo qualche rara eccezione, in una città rassegnata e ripiegata su se stessa, dove le problematiche sono molteplici e di grande valenza sociale non si sentono le voci della opposizione, del dissenso.
E dire che l'anno scorso vi erano eserciti di candidati pronti ad immolarsi per il bene di Foggia, adesso che fino hanno fatto?
Senza parlare dei tanto suffragati personaggi del centro destra che si sentono solamente durante le campagne elettorali per poi svanire nel nulla.

Meno male che abbiamo facebook!

Intanto Foggia muore !

Salvatore Valerio
Presidente Provinciale
Destra Razionale Sapere Aude

Tricolore

Tricolore

Giorno del Ricordo

Giorno del Ricordo
10 febbraio 2010.