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Gli orrori del comunismo.

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lunedì 10 maggio 2010









Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


DAVID CAMERON: UN VOTO PER CAMBIARE L’EUROPA


FINI E CAMERON COPPIA GEMELLA ?


Di Gilberto Regolo


Chi in questi giorni ha seguito l’iter della difficile campagna elettorale politica condotta in Gran Bretagna culminata con la vittoria di Cameron del 6 maggio u.s, ha molti elementi per desumere che nel paese d’Albione vi sia in corso una sorprendente omologazione di vedute e di strategie politiche simili a quelle che si stanno registrando nel nostro Paese ad eccezione della forte manovra in corso a Bruxelles a difesa dello scudo europeo a cui solo Londra non ha partecipato.

Il detto David Cameron non sta alla Tacher come Fini non sta a Berlusconi sintetizza, in un certo qual modo, la storia degli ultimi 15 anni di questi due pur diversi paesi; da quando cioè il partito dei Toryes ha subito tre sconfitte elettorali consecutive (1977-2001-2005) dopo il crollo della Tacher. A Londra è iniziato così il declino del sistema bipartitico di tipo anglosassone che alla resa dei conti di questa prova elettorale ha visto i due maggiori partiti (Tory e Labour), fare i conti con un terzo polo liberaldemocratico, con altre formazioni minori di destra, irlandesi. scozzesi che già alle europee ottennero mediamente tra il 6 e l’8%. Il primo passaggio dal vecchio al nuovo è avvenuto all’interno dei Conservatori dove sono emerse due tendenze ( un po’ come nel Pdl) grazie alla candidatura di un giovane rampante che nel 2002 si candida alla segreteria dei Tories e vince nella lotta per la leadershep contro il gruppo maggioritario dei thaceriani. Il nuovo Segretario prende subito le distanze dal vecchio conservatorismo accusato di essere troppo liberista e capitalista. Una svolta che i seguaci del tacherismo la considerano scandalosa, quasi di sinistra richiamando alla nostra fresca memoria le accuse che da qualche tempo circolano in Italia sul conto di Fini da quando Egli entrato nel giardino fiorito di Berlusconi, si è permesso di ridisegnare l ‘ubicazione delle aiuole del Re.

Chi è David Cameron? Quali sono i rapporti tra David e Gianfranco che molti vedono come una coppia gemella?

Appassionato come sono di politologia, ho voluto darmi una risposta, ricorrendo alla lettura del libro intervista di David Cameron “La mia rivoluzione conservatrice”(Cameron on Cameron, Conversation with Dylan Jones Ed. Pagine) tradotta in lingua italiana con Presentazione di Gianfranco Fini. Si proprio lui, il tanto discusso alter ego di Berlusconi che alla pari del suo quasi coetaneo britannico ha da tempo concordato una comune linea politica del PPE nella Comunità Europea. Andiamo per ordine, Cameron, è un giovane rampante di 44 anni, laureato in filosofia, politica ed economia all’università di Oxford, uscendone con una laurea first class home. Raffinato, dai modi gentili ma decisi, con una severa educazione impartita dalla madre magistrato. Sposato con Samantha con 3 figli crede fortemente nei valori della famiglia, anche se non esclude un qualche riconoscimento di tipo giuridico alle unioni civili, aiutando le ragazze madri a non abortire. Saremmo una società più felice se ci fossero più coppie sposate, se ci fossero meno famiglie sfasciate con interventi efficaci ha detto in un recente comizio. Tra il “90 ed “92 comincia a lavorare nell’ufficio di John Major che gli aveva insegnato come in politica per avere successo non si deve per forza provenire da un retroterra partitico. Poi nel 2005 decide il suo ingresso alla camera dei comuni dopo aver contattato il fior fiore del conservatorismo britannico, dalla Tacher a Gorge Osborne a Steve Hilton. Una sorta di vie parallele tra Cameron e Fini si maturavano in quegli anni a Roma e Londra. Anche Giancarlo, giunge alla politica in punta di piedi, come uno sbarbatello, forse senza pretese, ma consapevole della storia passata che coinvolgeva il futuro del nostro paese. Un Fini, giunto anche lui alla Segreteria di un partito, dopo anni di discussioni e congressi, alla ricerca di una Destra democratica ed europea che si realizzò a Fiuggi grazie ai massimi vertici nazionali di Giorgio Almirante che sceglie Fini non come uomo del passato ma del futuro. Un fare futuro per una svolta rivoluzionaria capace di affrontare e risolvere i nodi principali dell’intero continente.

Ci riuscirà? Ai posteri l’ardua sentenza. Una cosa è certa. L’esito delle elezioni inglesi a prescindere dal mancato raggiungimento della maggioranza assoluta dei 326 seggi a causa di una legge elettorale peggiore del nostro porcellum, prevede di avviare negoziati per un nuovo governo con gli euroscettici liberal democratici di Gregg, nel segno di un grande programma destinato ad aprire un nuovo orizzonte di riforme basate su valori condivisi. La piena vittoria di Cameron, almeno per ora, potrebbe da un lato rafforzare il fronte comune squisitamente politico del Partito Popolare Europeo, ma potrebbe creare contrasti economici e speculativi tra la sterlina e l’euro sottoposto ora a forte speculazioni.

Perché Cameron ha vinto dopo 13 anni di opposizione? La risposta è nel suo manifesto, semplice come una salutare acqua di maggio. Il cuore del programma di Cameron parte innanzitutto da un presupposto:separare la funzione dello stato da quello della società. Smettiamola di chiederci quando lo stato interverrà per aggiustare le cose; chiediamoci piuttosto: Io cosa posso fare ? Abbiamo bisogno di una cultura, in cui tutti siano coinvolti nelle gestione della società e che non si può scaricare tutto sul governo. Se qualcuno getta rifiuti nelle strade, tu devi protestare perché tenere pulite le strade è un dovere tuo e delle istituzioni. Se qualcuno delinque a danno di altri non devi fuggire per essere omertoso, ma attivarti con le autorità mettendoti coraggiosamente in gioco.Trattasi- dice Cameron- di stabilire un cittadinanza attiva, di una qualità di relazione tra società e stato che definisce un paese, ciò che lo rende felice o infelice.Di qui nasce il suo programma che punta sulla qualità della vita, a partire dalla famiglia prima cellula della società, l’ambiente, l’ordine pubblico, la scuola, i servizi sociali, gli incentivi alle imprese. “Rivitalizzare la Società per rivitalizzare l’economia” è il commento che il Presidente della Camera fa nella presentazione del libro di Cameron che consiglio di leggere. Una “rivitalizzazione che si occupi dell’educazione dei giovani, dell’immigrazione virtuosa, dei bisogni umani, della salute. Si tratta insomma di un riformismo-conservatore, un riformismo sociale destinato a sottrarre ai laburisti ma anche ai marxisti di casa nostra, molti dei loro speciosi argomenti.. Ciò spiega i numerosi interventi dei finiani, sull’immigrazione positiva, sul walfare attivo, sulla difesa della legalità e della morale politica, che spesso suscitano, consensi o dissensi trasversali a destra e a sinistra. Dal Manifesto dei neo conservatori, riporto le risposte di Cameron alle domande di Dilan Jones, pluripremiato giornalista inglese: Multiculturalismo? R. Una dottrina male indirizzata. Concentrandoci a definire tutte queste nuove culture ci siamo dimenticati di definire la cultura più importante: la nostra. Immigrazione: R. L’immigrazione è cosa buona e va tutelata, integrandola con la nostra cultura e la nostra lingua. Ma non tutta l’immigrazione è buona. Ci sono ragioni valide oggi per porre un freno all’interno dell’Europa. Cristianesimo: R. Noi siamo una nazione ed un continente cristiano; non vedo ragioni per cambiare. Dobbiamo eliminare discriminazioni e assicurarci di essere corretti verso i credenti di altre religioni tranne quelle basate sul terrorismo. Accoglienza e coinvolgimento: Oggi le grandi domande poste alle nazioni europee sono:come rafforzare la coesione, come promuover le opportunità e come costruire una società forte ed unita. R .Dobbiamo assicurarci che sia mantenuto inalterato l’equilibrio, sviluppatosi nei secoli tra Stato e Chiesa, fede e politica, identità politica, culturale e religiosa. Gli avvenimenti di questi giorni ammoniscono che L’Europa se vuole uscire dalla crisi deve essere politicamente unità con un unico governo ed un’unica moneta compresa l’area della sterlina-

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