Destra Razionale Foggia

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Gli orrori del comunismo.

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Lettori fissi

venerdì 29 gennaio 2010


Non più file all'AMGAS. Non hanno eliminato la tassa del bollino blu, ma ora almeno , grazie all´intervento dell´assessore Russo e delle associazioni dei consumatori, e dell'Associazione culturale Destra Razionale di Foggia che ha da tempo denunciato questo disservizio, si é trovata una soluzione piú ragionevole.
I manutentori compreranno i bollini per gli utenti.E' vero il balzello non è stato eliminato, e questo ci dispiace, ma almeno il buonsenso ha vinto!
Con soddisfazione apprendiamo di essere stati ascoltati nelle nostre giuste richieste e rivendicazioni sempre rivolte a favorire gli interessi dei cittadini di Foggia e della capitanata.
Destra Razionale Foggia
Presidente Provinciale
Salvatore Valerio





mercoledì 20 gennaio 2010
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In una città dove le aziende municipalizzate sono sull'orlo di una crisi senza ritorno
(è di oggi la notizia che l'AMICA, la municipalizzata che interviene o che dovrebbe intervenire
sullo smaltimento dei rifiuti, è stata messa in liquidazione con perdite di esercizio pari a 11 milioni
di euro), una di esse l'AMGAS attraverso i suoi amministratori pensa bene, per fare soldi e ripianare un po di debiti, di farsi pagare 18 euro per ottenere un bollino blu che autocertifica che la caldaia del riscaldamento di ogni famiglia è a norma.
Vogliamo denunciare il disservizio causato a tanti cittadini che attendono file lunghissime
agli sportelli dell'amgas per ottenere questo bollino energetico.
Non sarebbe stato più comodo consegnare questo bollino della discordia alle aziende che provvedono alle manutenzione degli impianti di riscaldamento? Oltre a tutto ciò, c'è da mettere in conto che molti cittadini e le associazione dei consumatori contestano la leggittimità di questo ulteriore balzello ai danni dei cittadini foggiani.
Destra Razionale di Foggia si fa interpetre di questo malcontento e chiede agli organi competenti e al Sindaco di Foggia Ing Mongelli ,di prendere provvedimenti atti a rimuovere o quanto meno a ridurre questa antipatica ulteriore tassazione ai danni dei già tartassati cittadini foggiani.

Foggia, 20 gennaio 2010.





Destra Razionale Sapere Aude

Associazione Culturale

Salvatore Valerio


Presidente Provinciale


giovedì 7 gennaio 2010

Doverosa precisazione: lungi da noi l'idea di accusare qualcuno di ladrocinio, di furto, ma ci sembra quanto mai opportuno il titolo del famoso Film di De Sica per mettere in risalto la guerra tutta politica tra Provincia e Comune di Foggia che di fatto rende vano , sottrae ai cittadini la possibilità di utilizzare un servizio che potrebbe rendere meno caotica la nostra città: il bike sharing, cioè la bicicletta . Questo servizio ormai utilizzato nelle grandi città ( e non solo) per decongestionare il traffico e per favorire la riduzione delle emissioni di CO2, da noi per beghe politiche non riesce a decollare .L'obiettivo del Bike Sharing è quello di favorire gli spostamenti brevi all'interno della città, oltre che contribuire alla riduzione del traffico cittadino mediante un sistema di condivisione del mezzo di trasporto a due ruote. Ma a Foggia le cose in apparenza semplici diventano come per incanto difficili. Infatti pare che da due anni siano inutilizzati gli 883 mila euro destinati a finanziare questo servizio ,per una querelle che si porta avanti da tempo ormai tra Comune di Foggia e Amministrazione Provinciale. Non ci interessa additare chi tra queste due istituzioni è l'artecife di questo inadempimendo, stà di fatto che Foggia e la sua provincia è sempre più il luogo delle occasioni perse.


L'associazione Culturale Destra Razionale Foggia, sempre attenta a tutto ciò che riguarda l'ambiente, si fa interpetre delle giuste aspettative dei cittadini foggiani, chiedendo alle Istituzioni locali di risolvere, per il bene di tutta la comunità, questo fatto increscioso al fine di consentire a tutti noi l'utilizzo di tale servizio peraltro già stanziato.




Il Presidente Proviciale
Destra Razionale Foggia
Associazione Culturale
Salvatore Valerio
martedì 5 gennaio 2010






Sono passati 31 anni dalla strage di Acca Laurentia. Fu uno dei momenti più bui della Repubblica Italiana che vide morire Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni (quest'ultimo da un proiettile sparato dalle forze dell'Ordine).

Erano giovanissimi ragazzi, missini , caduti per mano dell'odio comunista tanto in voga in quegli anni di "arco costituzionale".
Dedichiamo una preghiera per i martiri di Acca Laurentia!
Rimarranno sempre presenti nelle menti di chi ha vissuto quei
tristi e drammatici momenti , chiamati anni di piombo e siano di monito per le attuali generazioni.
La mia, e la speranza di tanti, che questi "ramoscelli spezzati" nel pieno della loro gioventù non
siano morti invano, e che tali avvenimenti frutto di una stagione di odio verso chi si professava

anticomunista, non conforme ai dettami di un conformismo di regime dilagante, non si ripetino
mai più .

Salvatore Valerio


(Da una mia ricerca su internet) I ricordi di un giovane che all'epoca aveva 16 anni.



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Roma, 7 Gennaio 1978. Sezione del MSI di via Acca Larentia. Una sezione di estrema periferia di Roma, quartiere Appio.
Un polveroso stanzone, chiuso da una saracinesca metallica, al termine di una strada non accessibile dalle macchine, una di quelle sezioni dove si esprime l'anima popolare e sociale della destra italiana.
Alle 18 tre ragazzi escono dalla sezione, all'uscita un commando di cinque o sei giovani apre il fuoco su di loro. Franco Bigonzetti, colpito alla testa, cade davanti alla porta della sede.
Francesco Ciavatta tenta di fuggire lungo la scalinata, raggiunto da una raffica di colpi si trascina per alcuni metri poi rotola giù dalla rampa. Il terzo, Vincenzo Segneri, benché ferito al braccio, riesce a rientrare in sezione e a chiudere la porta blindata.
I soccorsi tardano, Bigonzetti, 19 anni, è ormai senza vita, ma Ciavatta non ha ancora perso i sensi e rantola poche parole, prima di perdere i sensi. Morirà durante il trasporto in ospedale, aveva solo 18.
La notizia della strage attraversa Roma come un fulmine. Decine e decine di militanti giungono da ogni parte della città.
La tensione è al massimo. Polizia e carabinieri confermano la dinamica bestiale dell'agguato. Nei volti delle decine di ragazzi accorsi sul posto c'è sgomento e una rabbia profonda, tanto terribile quanto impotente.
Un operatore della Rai butta con disprezzo (o con colpevole distrazione) una cicca di sigaretta sulla macchia di sangue ancora fresco di Ciavatta.
E' la scintilla, volano pugni, calci, interviene la polizia. Urla, bastonate, lancio di lacrimogeni, un'auto dei Carabinieri viene presa a calci. Stefano Recchioni, 19 anni, militante della sezione di Colle Oppio, viene colpito in fronte da un proiettile sparato da un capitano dei Carabinieri.
Morirà il 9 gennaio all'Ospedale S. Giovanni.



Filippo



sabato 2 gennaio 2010

Nonostante più volte abbia ribadito che questo non è l'ennesimo partito politico, ma una associazione culturale libera a tutti, qualcuno continua a fare delle insinuazioni sul nostro
conto.
Lo RIBADISCO per l'ennesima volta DESTRA RAZIONALE NON E' UN PARTITO e non è al soldo di chicchesia.

NOI SIAMO LIBERI DI ESSERE, LIBERI DI PENSARE, LIBERI DI DIRE, SENZA PADRINI NE PADRONI.

(SV)

Tricolore

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Giorno del Ricordo

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10 febbraio 2010.